Ospedale di Penne: Sospiri ricorre al Consiglio di Stato per annullare la sentenza del TAR

“Il pronunciamento del Tar che ha approvato la chiusura dell’Ospedale di Penne rappresenta una vittoria di Pirro per l’assessore regionale Paolucci e il Governatore D’Alfonso, che passeranno alla storia come coloro che hanno tentato di cancellare il diritto alla salute degli abruzzesi.

Chiaramente impugneremo la sentenza con il ricorso al Consiglio di Stato dove daremo ulteriormente sostanza alle ragioni dei nostri territori. Ma soprattutto il 4 marzo il centrodestra tornerà a governare e i nostri parlamentari cancelleranno subito lo scellerato Decreto Lorenzin, saremo noi a riaprire l’Ospedale San Massimo di Penne”. Lo ha detto il Capogruppo di Forza Italia alla Regione Abruzzo Lorenzo Sospiri commentando i contenuti della sentenza con cui il Tribunale Amministrativo regionale di Pescara ha respinto il ricorso dei Comuni dell’area vestina contro la chiusura del nosocomio di Penne.

“Francamente auspicavamo un esito diverso dinanzi al Tar – ha detto il capogruppo Sospiri -, ma evidentemente dobbiamo approfondire ulteriormente la vicenda per far comprendere ai giudici la gravità della situazione in cui versano i pazienti dell’area vestina. La chiusura dell’ospedale di Penne è drammatica, è una mannaia che ha lasciato scoperti servizi essenziali. Lo abbiamo già denunciato lo scorso 19 giugno quando il referente della Direzione Medica Rossano Di Luzio ha inviato una lettera a tutti i Medici del Pronto Soccorso di Penne, ai primari delle Unità operative di Medicina, Geriatria, Cardiologia, AFO Chirurgia, e ai Coordinatori infermieristici, il dirigente Di Luzio annunciando che da quel momento il Pronto Soccorso dell’ospedale civile di Penne avrebbe provveduto a ricoverare i pazienti solo sui posti liberi presso il Primo Piano Palazzina A, Medicina, rifiutando i ricoveri in Geriatria o AFO Chirurgia e, nel caso di ricoveri urgenti e indifferibili, organizzando il trasporto dei pazienti presso altri Presidi pubblici o accreditati. La verità è che oggi non è più garantito il rispetto dei ‘tempi di vita dipendenti, ovvero non ci sono più gli standard temporali minimi previsti per garantire un soccorso tempestivo a coloro che sono colpiti da una patologia grave, come ictus, infarto o anche incidente stradale. Oggi se un cittadino residente nell’area vestina si sente male e arriva al Pronto soccorso dell’ospedale di Penne accusando i sintomi di un infarto o di un’ischemia, e ha bisogno di un ricovero, dovrà essere caricato su un’autoambulanza e, affidandosi al Padreterno, dovrà pregare di riuscire ad arrivare vivo in un altro ospedale, Pescara o Chieti. Nel ricorso al Tar abbiamo inserito uno studio dettagliato dimostrando che i cittadini di molte aree interne, come Roccafinadamo o Farindola, colpiti da patologie in cui l’intervento tempestivo del Pronto soccorso serve a fare la differenza tra la vita e la morte, come un’ischemia, un aneurisma, o un infarto, non riuscirebbero mai a raggiungere il Pronto soccorso dell’ospedale di Pescara o di Chieti in tempo per sperare nella salvezza, non sono rispettati i tempi minimi previsti dalla stessa legge Lorenzin. Inoltre nello stesso ricorso abbiamo sottolineato la carenza di mezzi a disposizione sui territori, pensiamo che a Penne c’è una sola autoambulanza e se il mezzo dovesse essere impegnato per soccorrere un infortunato in un incidente e, contemporaneamente, dovesse verificarsi una seconda grave emergenza sanitaria, si dovrebbe attendere l’arrivo di un altro mezzo da Pianella, di fatto mettendo a rischio la vita dell’utente. E questo senza considerare le precarie condizioni strutturali degli assi stradali che collegano una città all’altra e che, specie nei periodi invernali, raddoppiano i tempi di percorrenza. Evidentemente tali prove documentali incontrovertibili non sono riuscite a penetrare, a fare breccia, e allora dovremo approfondire ulteriormente la vicenda su cui non intendiamo sicuramente cedere. Il Decreto Lorenzin non può essere applicato al ‘San Massimo’ di Penne perché non vengono rispettati i parametri di sicurezza richiesti dallo stesso Decreto ministeriale. Oggi è chiaro – ha aggiunto il Capogruppo Sospiri – che la vittoria dell’assessore Paolucci è una vittoria effimera consumata sulla pelle della gente che ancora una volta conoscerà i nomi e i cognomi di coloro che hanno chiuso un ospedale fondamentale e strategico, e non riteniamo ci sia molto a festeggiare perché si è stati ‘bravi’ a chiudere un ospedale. In secondo luogo, è altrettanto evidente che l’assessore Paolucci ha solo vinto una battaglia, ma perderà la guerra che si giocherà dinanzi al Consiglio di Stato, al quale dimostreremo ciò che il Tar non ha voluto capire, ovvero il mancato rispetto dei tempi di vita dipendenti. Ma soprattutto l’assessore Paolucci non ha forse ben capito che il 4 marzo sarà il centrodestra a vincere le elezioni politiche e a tornare al Governo del Paese e saranno i nostri parlamentari a far rimangiare al Pd il famigerato Decreto Lorenzin. Noi riapriremo l’Ospedale di Penne”.