SEMPRONI, UN ANNO DOPO “Giochiamo per annullare la penalizzazione…”

“Mi sento come la guida di una squadra di calcio partita per un campionato avendo sul groppone una penalizzazione di meno 10. C’è da vincere più partite degli altri…’”. Usa la metafora calcistica Mario Semproni, primo cittadino apartititco, un tempo fan di Forza Italia (“Non voterei né per Renzi, né per Grillo: il migliore resta Andreotti”) di Penne da un anno.

Quel meno 10 è dovuto ai tanti, troppo problemi ereditati: dal bilancio ai pochi dipendenti comunali alla crisi. Subito un paio di notizie. “L’appalto della prima tranche della ristrutturazione dell’ospedale sarà gestito dal Comune così come quello per i prefabbricati da installare per le ferite del sisma e della neve causate all’istituto tecnico Marconi”. Si tratta di circa 6 milioni di euro nel caso del San Massimo e di un milione e 200 mila euro per la scuola le cui aule per settembre dovranno trovare spazio vicino al terminal dei bus. Sulla sanità il problema è al solito scottante. “Stiamo dialogando sotto traccia con la Regione e con la Asl. Il San Massimo, di cui sono fieramente medico geriatra, avrà ancora un ruolo significativo sul territorio, ma noi chiediamo un’attenzione ancora maggiore con investimenti e tempi precisi di intervento. Non demordiamo!”. La questione delle frane che interessano numerose strade di campagna: la gente è esasperata. “Ci sono i fondi per fare i lavori, ma bisogna capire che vi sono anche delle procedure da seguire”. A Penne i migranti sono una ottantina, un po’ più del 3 per 1000 stabilito. Cosa ne pensa? ”Sempre più spesso molti miei concittadini se ne lamentano, per quanto l’accoglienza sia buona. Alcuni ospiti si mostrano disponibili in lavori al punto che una stradina nella zona dell’oasi l’hanno sistemata loro”. La crisi economica morde. “Ogni giorno è un via vai di persone che mi chiedono aiuto. Purtroppo come amministrazione non possiamo che stimolare l’arrivo di fondi pubblici”. A questo proposito dicono che lei sia diventato un uomo di sinistra a forza di frequentare Luciano D’Alfonso, presidente della Regione.. ”Questa poi…siamo una lista davvero civica con gente di destra e di sinistra che si sta impegnando a lavorare per Penne in condizioni davvero difficili, ma abbiamo tanta disponibilità e molto entusiasmo. Il presidente D’Alfonso è il nostro interlocutore in quanto a capo del governo abruzzese. Cosa dovrei fare, tenerlo lontano? Sarà da noi a breve Paolo Gentiloni, il presidente del consiglio al quale sottoporremo anche l’idea di realizzare un polo scolastico in via Caselli al posto della vecchia sede della Giardini. La nuova scuola non la costruiremo dunque in via dei Lanaioli. Quel progetto è tramontato”.  

Berardo Lupacchini