Il conservatorio D'Annunzio ricorda Rossini

Il Conservatorio “L. D’Annunzio” di Pescara in occasione del 150° della morte di Gioacchino Rossini lo celebra con una serie di concerti dedicati ad opere e generi meno eseguiti del grande compositore pesarese.

Il primo di questi concerti si svolgerà domenica 25 marzo alle ore 21 presso la chiesa pescarese della Beata Vergine del Rosaio in via Cavour prevede l’esecuzione dello “Stabat Mater” con i solisti: Manuela Formichella (soprano), Sandra Buongrazio (mezzo soprano), David Ferri Durà (tenore), Luciano Di Pasquale (baritono), l’Orchestra Sinfonica e il Coro del Conservatorio in collaborazione con la “Corale G. Verdi” di Teramo, il Coro Giovanile di Abruzzo e Molise e il coro “Cappella Ars Musicalis” di Pescara diretti dal M° Luisella Chiarini.

Lo Stabat Mater di Gioacchino Rossini fu eseguito a Parigi il 7 gennaio 1842 sotto la direzione di Donizetti, non riuscendo Rossini a sopportare la fatica e l'emozione di apparire in pubblico. Lavoro tra i più amati del pesarese – tanto che taluni lo ritengono il suo autentico capolavoro – si distanzia decisamente da altre opere dello stesso genere. Posto a mezza via tra l’opera e la musica sacra propriamente detta lo Stabat Mater è un esempio, nella scrittura vocale e nella raffinata orchestrazione, dello stile del Rossini più maturo (quello del Guglielmo Tell per intendersi) unitamente ad un originale recupero delle tradizioni polifoniche italiane (da Palestrina a Pergolesi). Questa inedita commistione non mancò di suscitare – pur nel generale entusiasmo – critiche e perplessità: in particolare nei paesi latini venne ritenuto di carattere troppo “profano” per essere considerato un lavoro sacro o liturgico (il “Cuius animam” o l’ ”Inflammatus” appaiono più adatti ad una sala teatrale che alla navata di una chiesa).