“Resisterà” la scuola Ciulli Paratore alla sentenza n.190/18 della Cassazione?

La Cassazione ha depositato l’altro ieri, 8 gennaio, la sentenza n. 190/18 che desterà non poco scalpore.

D’altronde, in questi ultimi tempi, la giurisprudenza sta sfornando sentenze “rumoreggianti” con una certa frequenza, com’è stato per il caso degli insegnanti soltanto diplomati, “espulsi” dal ruolo e destinati al precariato permanente da una sentenza del 20 dicembre scorso del Consiglio di Stato. Questa volta, è la VI^ Sezione Penale della Cassazione che decide il destino di un sindaco accusato di “avere indebitamente rifiutato un atto del proprio ufficio che, per ragioni di sicurezza pubblica, avrebbe dovuto compiere senza ritardo, omettendo di chiudere l’indicato edifico nonostante dal certificato di idoneità statica dell’immobile ... ne emergesse la non idoneità sismica“. Il tribunale, la cui sentenza era stata appellata dalla procura della repubblica competente, aveva escluso responsabilità penali poiché: Il rischio sismico era risultato – in applicazione del c.d. indicatore del rischio di collasso previsto dalle “Norme tecniche per le costruzioni” emanato con il d.m. 14 gennaio 2008, pari a 0,985, registrando in tal modo una ‘inadeguatezza minima rispetto ai vigenti parametri costruttivi antisismici soddisfatti al raggiungimento del valore ‘1’, espressivo dell’assenza di criticità in caso di terremoto, in territorio a bassa sismicità, quale quello su cui insisteva l’edificio…”.

La Cassazione, evidenzia che “nel carattere non prevedibile dei terremoti la regola tecnica di edificazione è ispirata alla finalità di contenimento del rischio di verificazione dell’evento”. “Rischio” indicato “con attribuzione alle singole costruzioni di un indicatore di ‘rischio di collasso’, calcolato in ragione dell’esposizione al rischio sismico di zona. La inosservanza della regola tecnica di edificazione proporzionata al rischio sismico di zona anche ove questo si attesti su percentuali basse di verificabilità, integra pur sempre la violazione di una norma di aggravamento del pericolo e come tale va indagata e rileva ai fini dell’applicabilità del sequestro preventivo..”.

La scuola Paratore di Penne è composta da due corpi di fabbricato, A e B. Gli indici di vulnerabilità sismica dei singoli edifici erano:

 

corpo A

RISCHIO DI COLLASSO   α u = PGACO/PGA2% =0,125

RISCHIO DI COLLASSO   α u = PGADS/PGA10%=0,250

(nota: più è basso l'indice, più è grave il rischio sismico)

corpo B

RISCHIO DI COLLASSO   α u = PGACO/PGA2%   =0,093

RISCHIO DI COLLASSO   α u = PGADS/PGA10% =0,140

 

Il corpo A è stato oggetto di “miglioramento sismico” e, dunque, i relativi parametri sono mutati. Per il corpo B, in perdurante uso della collettività come edificio scolastico, persistono i suindicati indici di “rischio di collasso” che, com’è ben evidente, sono lontanissimi dal valore ‘1’. Peraltro, gli stessi dati relativi ad entrambi i corpi di fabbricato furono valutati non secondo le Norme tecniche di cui al d.m. 14 gennaio 2008 ma svolta secondo i dettami dell’ O.P.C.M. 3274/2003 e s.m. e, oltretutto, con un metodo di analisinon rispondente né a quanto richiesto dalla O.P.C.M. 3274/2003 e s.m., né a quanto prescritto dalle Linee Guida Regionali per la Valutazione della Resistenza Sismica degli edifici Strategici e Rilevanti”. I dati sopra riportati, relativi alla scuola Paratore, e le precisazioni sulla menzionata perizia del 2008 furono puntualmente, esaustivamente e meticolosamente illustrati dall’Ing. Massimiliano Morandini, in un suo intervento nell’ambito di un incontro pubblico, promosso da un’associazione locale, svoltosi presso la sede della Società Operaio di Mutuo Soccorso il 20 ottobre 2016. Dell’intervento, Lacerba diede ampio resoconto (Ib., n.6/2016, “CONOSCERE PER DELIBERARE” (L. Einaudi) …Una vecchia lezione dimenticata - Penne, scuole Paratore e Giardini in corsa per la palma della peggiore!”).

Alla luce degli attuali indici di rischio sismico dell’edificio corpo B della scuola Paratore, sorge spontanea la domanda: resisterà questo edificio scolastico anche alla citata sentenza della Cassazione? Ai legalisti di tutto il mandamento Vestino, alle autorità di ogni ordine, disordine, grado e degrado, a tutti gli appassionati degli “arcana imperii” e a tutti i medium e i sensitivi,in servizio e in quiescenza, l’ardua risposta!

 

Penne, 10 gennaio 2018                                                        Giovanni Cutilli