IL PREFETTO SI MUOVE. Lunedì incontro per scongiurare l’accorpamento dell’area medica. Il 31 i degenti di geriatria saranno cacciati !

PENNE – E’ il prefetto a mediare la paradossale e del tutto nuova situazione che si starebbe per creare al San Massimo dove la direzione sanitaria impone di accorpare i reparti dell’area medica per far fruire le ferie estive al personale che invece non intende provocare disagi all’utenza e si dice disponibile ad organizzare le proprie assenze.

La direttiva di Rossano Di Luzio, direttore sanitario dell’ospedale, sta suscitando un vespaio di polemiche. E così per lunedì alle 16 Francesco Provolo il prefetto di Pescara ha convocato Armando Mancini, direttore generale della Asl, il sindaco di Penne Mario Semproni e la Fials, il sindacato che sta protestando vivacemente contro la decisione del direttore sanitario e che ha invocato l’intervento prefettizio. Il provvedimento della Asl avrebbe validità dal prossimo primo giugno e termine il 30 settembre e comporterebbe così come scritto la riduzione a soli 30 posti letto disponibili per i ricoveri dell’area medica. Un’altra disposizione prevede che da ieri il pronto soccorso autorizza i ricoveri solo sui posti liberi della medicina, mentre dal 31 maggio i degenti di geriatria dovranno essere trasferiti in altri reparti del San Massimo o in altri ospedali. “Una situazione assurda!- attacca Gabriele Pasqualone della Fials- Il personale si è dichiarato disponibile a fruire in modo concordato e parzialmente differito delle ferie estive allo scopo di assicurare gli attuali livelli di assistenza. C’è un’occupazione dei posti letto di oltre il 100%: vi sono degenti appoggiati in medicheria o in altri reparti”. In questo contesto, l’ospedale di Pescara scoppia e cerca di smistare a Penne i propri degenti. “Il tutto-prosegue Pasqualone- in un territorio disagiato che potrebbe comportare seri rischi per ricoveri intempestivi, considerati i tempi di percorrenza”. Mario Semproni, il primo cittadino, medico geriatra, è direttamente interessato alla direttiva. “La nostra amministrazione comunale è in prima linea anche su questa vicenda”, si limita a dire.